La Pagina 101

Visto che è da poco arrivato nelle sale cinematografiche, eccoti la pagina 101 del romanzo di Dan Brown: Angeli e Demoni.

Volendo collocare le vicende narrate in ordine temporale, la stesura ed il racconto di questo libro è antecedente al più celebre “Il codice Da Vinci”. Tuttavia i due libri non sono legati l’uno all’altro se non dalla presenza dello stesso protagonista e da un brevissimo richiamo presente nel secondo.

Il mio parere è che anche questo può essere un buon libro, ma decisamente inferiore al “Codice Da Vinci”. Inoltre anche la tematica di fondo è diversa, quindi non aspettatevi di sentir parlare ancora di Maria Maddalena o del Santo Graal.

angeliedemoni

La Pagina 101:

«Non è che vengano rubate tanto spesso. Comunque, nel giro di qualche giorno la troveremo.»

«Non abbiamo a disposizione giorni» puntualizzò Vittoria, risoluta.

«Mancano solo sei ore»

«A cosa, signorina?» Olivetti alzò la voce e puntò il dito sullo schermo.

«Alla fine del conto alla rovescia? Alla distruzione del Vaticano? Mi creda, non mi piace che si interferisca con il mio operato. Né gradisco che strani aggeggi meccanici appaiano misteriosamente nel mio territorio. Sono preoccupato. Preoccuparmi fa parte del mio mestiere. Ma trovo che la vostra preoccupazione sia un tantino eccessiva.»

Langdon non riuscì a trattenersi dal chiedere: «Ha mai sentito parlare degli Illuminati?»

Olivetti perse definitivamente la pazienza. Come uno squalo pronto ad attaccare, replicò mostrando i denti: «L’avverto. Non ho tempo per queste sciocchezze».

«Ne ha sentito parlare, allora.»

Olivetti lo fulminò con un’occhiata. «Il mio lavoro è difendere la Chiesa cattolica: è ovvio che ne ho sentito parlare. Ma so anche che non esistono più da tempo.»

Langdon prese dalla tasca il fax con l’immagine di Leonardo Vetra marchiato a fuoco e lo mostrò a Olivetti.

«Ho scritto un libro sulla setta degli Illuminati» disse al comandante che osservava il fax. «Io stesso fatico ad ammettere che sia ancora in attività, e tuttavia la comparsa di questo marchio e l’odio secolare degli Illuminati nei confronti del Vaticano mi fanno pensare che forse esistano ancora.»

«Potrebbe essere uno scherzo, un falso elaborato al computer» replicò Olivetti restituendogli il fax.

Langdon lo guardò allibito. «Un falso? Guardi la simmetria! Lei dovrebbe essere il primo a rendersi conto dell’autenticità di questo…»

«L’autenticità è per l’appunto quel che manca in tutta questa storia. Forse lei non lo sa, ma sono anni che gli scienziati del CERN criticano le politi-che del Vaticano, sollecitandolo incessantemente a ritrattare la teoria creazionista, a porgere scuse formali per Galileo e Copernico, a mutare il suo atteggiamento nei confronti di ricerche ritenute pericolose o eticamente discutibili. Qual’è lo scenario più probabile, a parer suo? Che una setta satanica di quattro secoli fa sia riemersa armata di una nuova tecnologia, o che qualche buontempone del CERN stia cercando di sabotare un evento sacro del Vaticano con una bufala ben congeniata?»

«L’uomo nella foto è mio padre» disse Vittoria, furente. «L’hanno assassinato. Crede davvero che possiamo scherzare su una cosa del genere?»

«Non so, signorina. Quel che so è che non darò l’allarme finchè non mi fornirete risposte più convincenti. Il mio compito è garantire sicurezza e discrezione, affinchè la Santa Sede possa svolgere il ruolo spirituale che le compete in piena serenità. Oggi più che mai.»

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