In periodo elettorale non poteva che giungere la recensione di un libro che retroscena politici, anche se di reale il libro “La svastica sul sole” di Philip K. Dick ha ben poco. Si tratta infatti di un libro di fantascienza, o forse sarebbe meglio dire di ucronìa in quanto fonda le sue basi sulla premessa che la storia del mondo abbia seguito un corso alternativo rispetto a quello reale.

In “La svastica sul sole” infatti furono le forze dell’asse a vincere la seconda guerra mondiale, un evento che portò alla sottomissione dei Paesi alleati della fazione opposta.

La Pagina 101:

Baynes annuì.

“Mia moglie potrebbe avere qualcosa per il suo mal di testa” disse il signor Tagomi, vedendo che l’altro si sfilava gli occhiali e si massaggiava la fronte. “I muscoli oculari causano dolore. Mi scusi” Si inchinò e lasciò la stanza.

Quello che mi serve è dormire, pensò Baynes. Una buona notte di riposo. Oppure sono io che non sto affrontando bene la situazione? La sfuggo, perchè è impegnativa.

Quanto il signor Tagomi ritornò, portando un bicchiere d’acqua e una pillola, Baynes disse: “Devo dirle buonanotte e tornare in albergo. Ma prima c’è una cosa che voglio sapere. Possiamo discutere domani, se per lei va bene. Lei è stato informato che una terza persona dovrà partecipare alla nostra discussione?”

Per un attimo il volto del signor Tagomi tradì la sorpresa; poi quell’espressione scomparve e assunse un’aria noncurante. “Non mi risulta nulla, in proposito. Comunque… è interessante, naturalmente.”

“Dalle Isole Patrie”

“Ah” disse il signor Tagomi. E questa volta la sorpresa non apparve affatto. Riuscì a mantenere il controllo.

“Un anziano uomo d’affari in pensione” aggiunse Baynes. “Che sta viaggiando per nave. E’ partito da due settimane, ormai. Detesta viaggiare in aereo.”

“Gli anziani sono eccentrici” disse il signor Tagomi.

“I suoi interessi lo tengono molto aggiornato sull’andamento del mercato nelle isole Patrie. Ci fornirà molte informazioni, e comunque aveva intenzione di venire in vacanza a San Francisco. Non è poi così importante, ma ci consentirà di parlare più a ragion veduta.”

“Si” disse il signor Tagomi. “Può correggere eventuali errori relativi al mercato interno. Io sono lontano da due anni.”

“Voleva darmi quella pillola?”

Il signor Tagomi trasalì, abbassò lo sguardo e vide che aveva ancora i mano il bicchiere d’acqua e la pillola. “Mi scusi. Questa è molto efficace. Si chiama zaracaina. E’ prodotta da un’industria farmaceutica nel Distretto della Cina.” Mentre porgeva il palmo della mano, aggiunse: “E non da assuefazione.”

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