Se alla prima visione di Star Wars: Gli Ultimi Jedi uno spettatore qualunque potrebbe anche apprezzarne la visione, un fan non può in tutta onestà sorvolare su molto di quello che ha appena visto.

Non si può giudicare Episodio 8 senza ricordare prima dove eravamo arrivati in Episodio 7. Star Wars: Il Risveglio della forza non sarà stato un capolavoro di originalità ma aveva un compito ovvero quello di riprendere in mano una storia interrotta 32 anni prima. Lo fece omaggiando il passato con un copia / incolla forse eccessivo, ma ponendo basi solide per il continuo della trilogia: un nuovo trio molto equilibrato tra cielo, terra e mondo Jedi che si andò ad incrociare con i protagonisti della trilogia classica in maniera impeccabile.

Rey, Poe e Finn avevano carattere dimostrando tutta la loro abilità sul campo e portando lo spettatore a tifare per loro.

Episodio 7 ci diede anche due villain ben definiti: Kylo Ren, dall’animo profondamente turbato la cui voce incuteva timore (salvo poi commettere l’errore di togliersi la maschera) e Snoke, il manovratore, nonchè colui che in qualche modo si pose a capo del Primo Ordine.

Avevamo terminato la visione con molti punti interrogativi: chi è Rey e come può essere così potente nella forza? Cosa è successo a Kylo? Chi è Snoke? Cosa farà Luke?

Tutti quesiti che Star Wars: Gli Ultimi Jedi spazza via senza colpo ferire

Star Wars Episodio 8 non ha pietà per nessuno e tutti quelli che erano i capi saldi del film precedente qui risultano annullati, dimenticati.

Più di 2 ore di film farcite di un’ironia imbarazzante che mi ha fatto sentire impotente di fronte ad uno dei primi di questi ovvero lo scherzo radio fatto da Poe ai danni del generale Hux.

Tutti gli elementi a sfondo comico inseriti (e anche altri meno comici) non hanno fatto altro che rompere il ritmo del film, rompere l’immedesimarsi dello spettatore con il proprio eroe, con il proprio personaggio preferito, con il film stesso

Sia ben chiaro: con questo non voglio dire che Star Wars sia esente da questi momenti infelici nei 7 film che lo hanno preceduto, ma semplicemente qui si è andati oltre.

Ma a tutto questo avrei potuto metterci una pietra sopra se almeno a livello narrativo la storia avesse avuto un briciolo di senso e invece anche qui si avverte il disagio: tutta la parte che vede Finn protagonista il quale deve cercare l’esperto in intrusioni suggerito da Maz Kanata mentre è intenta a combattere i sindacati (???) non ha alcun valore se non per lanciare 2 messaggi: aiutiamo il WWF e boicottiamo i trafficanti di armi.

Inoltre va ricordato che nel mentre, al posto di imperversare una battaglia intergalattica, assistevamo ad un inseguimento di incrociatori a velocità lumaca nell’attesa che le navi ribelli terminassero il carburante: quale modo migliore per abbattere il ritmo di un film se non con un inseguimento al rallentatore.

Poi l’azione si trasferisce sul pianeta Crait dove 4 gatti disarmati dovranno affrontare un esercito composto da camminatori, caccia ed un super cannone: le proporzioni erano talmente inadeguate che sono corso alla SISAL a scommettere (in controtendenza con quanto dirò più sotto) sull’armata di Kylo Ren.

Il film si avvia così alla conclusione lasciando un’interpretazione molto aperta di quello che potremo vedere ma anche l’amaro in bocca per ciò che non abbiamo visto: a mio avviso sarebbe dovuto essere un film di approfondimento sui personaggi principali. Non lo è stato fatto abbastanza e difficilmente ci sarà spazio nel prossimo capitolo per analizzare il passato ancora una volta.

I personaggi visti in Star Wars: Gli Ultimi Jedi

Lo ricorderemo così, bello come il sole e con un sogno: diventare … (non lo sappiamo, e forse non lo sapremo mai)

Ma per valutare meglio il film forse dovrei prendere in esame i singoli personaggi.

Rey. La figlia di nessuno. Ho apprezzato l’idea di slegare il suo personaggio dalla famiglia Skywalker in quanto è giusto andare oltre, ma rimane troppo pratica nell’utilizzo della forza senza un motivo apparente e sebbene su questo aspetto si possa lasciar correre (è nata così, punto), non posso fare a meno di notare anche come riesca a sconfiggere le guardie imperiali addestrate al combattimento in un corpo a corpo dove la forza non è nemmeno presa in considerazione. Tutto sommato però è Rey: bella e carismatica. La cosa che mi è piaciuta ancor di più del suo personaggio è il fatto che sembra sempre avere il controllo della situazione, cosa che invece non si può dire del suo antagonista.

Kylo Ren. Difficile da valutare: rimane il carattere impulsivo e adolescenziale di episodio 7 ma ha il coraggio di uccidere Snoke; sicuramente è cambiato ma se mai dovessi giocarmi 100 Euro su chi possa portare avanti il Primo Ordine non li scommetterei mai su di lui. Inoltre è il fondatore de “i cavalieri di Ren”, cosa di cui nessuno già più si ricorda e tale fatto è totalmente ignorato nel film.

Poe Dameron. Tanto eroico ed abile nella prima parte del film quanto nullo nella seconda. Il suo personaggio viene fatto passare per essere troppo impulsivo, imprudente mentre la linea di comando escogiterà un piano di fuga che porterà alla quasi estinzione della ribellione.

Finn. La sua presenza è ancora da giustificare all’interno di questo film: goffo, eccessivamente ignorante su certe tematiche anche se ci potrebbe stare dato che era uno Stormtrooper. Mentre è circondato da suoi ex compagni come per magia finisce per combattere in un 1 vs 1 contro Phasma.

Capitan Phasma. La sua presenza ha un unico scopo: attirare il pubblico di Game of Thrones e vendere giocattoli. Totalmente inutile allo stesso modo degli Stormtroopers che in questo film sono praticamente assenti.

Generale Hux. Decisamente declassato rispetto ad Episodio 7: un inetto incapace di farsi rispettare, peccato perchè un generale in grado quasi di fare la predica ad un Sith non si rivedrà mai.

BB8. E’ una palla di per se stesso, e quindi ha rotto le palle. Invasivo e con manie di protagonismo.

Rose, ovvero la cinese trippona. Non avrebbero potuto scegliere un personaggio peggiore e mi chiedo piuttosto se non sia possibile avere un personaggio alieno all’interno della cerchia ristretta dei protagonisti (uno che non sia Chewbacca), hanno voluto fare l’interracial ma avrebbero stravinto con un intergalactic interracial. Mentre Finn si lancia a tutta velocità le riesce di fare il girotondo e piombargli addosso salvandolo dal fuoco del cannone che avrebbe dovuto quasi abbattere la montagna ma fece un foro per vedere il quale mi ci è voluto il cannocchiale.

DJ, ovvero Benicio del Toro. Il suo personaggio serve solo ad uno scopo: mettere nei guai i protagonisti, ma mentre lo fa è colui che forse ci riserva l’unica frase degna di essere ricordata.

Amilyn Holdo. Fa una cosa sola giusta: suicidarsi. Diventa ammiraglio dopo l’assenza di Leia e subito mette a tacere Poe decidendo anche di non rivelare il suo piano dando inizio ad attimi di isteria all’interno della nave.

Leia Organa Skywalker. E’ lei la prima a mettere in discussione Poe, e sarà quella che gli sparerà senza alcun motivo: ci hanno fatto con la bocca anche per parlare, ma evidentemente sembro chiedere troppo. E’ la protagonista inoltre di una delle scene principali del film ovvero quella in cui dopo un essere stata catapultata nello spazio, si riprende dallo svenimento e vola verso il portello della nave dove verrà tratta in salvo… mi si è staccata la mascella quando l’ho visto ed ho provato a cavarmi gli occhi, ma avendo gli occhiali non ci sono riuscito. Questo è quello che Rian Johnson ha definito un omaggio all’improvvisa morte di Carrie Fisher, tanto irreale da risultare fuori posto perfino in un film di fantascienza.

Leader Supremo Snoke. Tanto capace di incutere timore quanto fesso nel pensare che se continui a deridere un ragazzino incapace di autocontrollo prima o poi non te la farà pagare. Di lui non sappiamo nulla, ed è un vero peccato.

Luke Skywalker. 2 anni di attesa e lo vediamo gettare alle sue spalle la spada laser, lui non ha vissuto l’ordine dei Jedi come fece Anakin, ha abbandonato la Forza ma per un barlume di secondo si incazza con Yoda per aver incendiato l’albero contenente i libri che narrano la storia dei Jedi. Si salva sul finale, dimostrando di essere il più potente fra tutti, ma personalmente lo ricorderò mentre beve dal biberon con il latte alieno alla bocca.

L’assenza della spada laser

Sebbene le spade laser siano presenti nel film, escludendo il duello finale tra Luke e Kylo Ren che dura il tempo di una battuta, in Star Wars: Gli Ultimi Jedi si fa ben poco ricorso al suo utilizzo ed è un fatto che a me personalmente è mancato così come è mancato un duello vero e proprio. Anche episodio 7 in questo senso non brillava ma il duello finale con Finn, Rey e Kylo riusci in qualche modo a soddisfarmi. Questo aspetto non ha comunque influito sul voto finale.

Il complesso di Rogue One

Sebbene non si debbano mischiare le due cose, una risposta alla delusione relativa a questo film la si può trovare anche nel film dell’anno scorso Rogue One: A Star Wars Story talmente impeccabile e memorabile da alzare il livello delle aspettative oltre ogni misura.

Ultime considerazioni

Chi guarda con favore a Star Wars: Gli Ultimi Jedi non perde l’occasione di far notare che errori o momenti più o meno simili hanno sempre fatto parte della saga nei film precedenti, ma questo non è a parer mio una scusante del fatto che ci debbano essere anche qui.

Innanzitutto è impossibile a mio avviso paragonare questo con la trilogia classica: molti film anni 70-80 se riguardati oggi portano alle risate solo per come erano fatti e scritti, ed è un fattore naturale il fatto che ci appaiano goffi.

Il confronto invece con episodio 1-2 e 3 è già più plausibile, con la differenza però che allora avevamo una storia che non soffriva di particolari buchi o lacune mentre  Rian Johnson ha voluto dare un taglio al passato ma lo ha fatto apparentemente dimenticandosi di essere l’episodio di mezzo.

Rispondi