Xiaomi ha presentato Mi Band 3, e data la buona reputazione del fitness tracker di Xiaomi tutti si sono buttati nell’acquisto impulsivo senza considerare alcune cose:

  • il display non è proprio il massimo sotto il sole, tanto da risultare difficilmente leggibile;
  • il supporto alla lingua italiana non c’è, e non c’è nemmeno quello alla lingua inglese che ancora non è certo su quando arriverà (si parla di 2-3 mesi). Ci sono dei firmware non ufficiale ma attenzione ai bug, se vuoi puoi seguire questa discussione per farti un’idea;
  • nonostante sia IP68 non permette di registrare il numero di vasche effettuate… nuotatori siete avvisati;
  • l’autonomia dei 20 giorni dipende in realtà da quanto vogliamo avere una lettura frequente del proprio battito e quindi cala sensibilmente se il sensore viene attivato con una certa frequenza.

Ovviamente molti non si faranno spaventare da questi dettagli, ma è giusto sottolineare che anche se si tratta di un prodotto che comporta una spesa non eccessiva, non è esente da difetti o mancanze che ancora devono essere aggiustate.

Rispondi