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Archivio per la categoria 'Domande e Risposte'

Risposta:


Una SIM (o mini SIM) penso sappiamo tutti cosa sia, ovvero la tesserina che inseriamo nel nostro cellulare per fare in modo che questo si associ al proprio operatore; pertanto una micro-SIM non è altro che una SIM più piccola. Sebbene però sia più piccola, l’area comprendente i contatti è inalterata, cambia solo quindi la plastica di contorno. La micro-SIM è nota già dal 1998 ma nessuno l’ha ancora adottata fino ad ora. Da inizio 2010 invece qualcosa è cambiato ed alcuni operatori hanno annunciato di volerla adottare solo per determinati mercati. L’annuncio più forte in tal senso è arrivato da Apple, la quale adotterà le micro-SIM sui suoi iPad.

Viaggio all’interno della fabbrica Kingston per scoprire nel dettaglio come si fabbricano alcune delle chiavette usb che siamo ormai abituati a vedere tutti i giorni.

augmented-reality-shuttle

o Augmented Reality, per dirla in anglofono…

Realtà Aumentata è una definizione che forse leggeremo sempre più spesso, per via anche dei possibili sviluppi che questa può avere in diversi settori. Una definizione esaustiva in merito ce la offre come al solito wikipedia, dalle cui pagine però a mio avviso non si capisce bene quali siano le possibilità di questa tecnologia.

La “branca” di realtà aumentata che sta spopolando specialmente su Youtube, e che è forse quella che contribuisce ad accrescere la nostra curiosità, consiste nel far sembrare reali e tridimensionali determinate immagini attraverso l’utilizzo di un codice stampato su carta. Il codice in questione ricorda molto l’interazione che un cellulare può avere con i codici QR, o si potrebbe intendere a mio avviso come una sua evoluzione. Non è semplicissimo spiegare a parole ciò che a video invece rimane immediato, ed è per questo che vi consiglio di vedere i video che riporterò a seguire.

Iniziamo con Paolo Attivissimo, che molto semplicemente ci mostra un primo utilizzo:

Dopo il break vedremo quali utilizzi o sviluppi futuri potrà avere questa tecnologia.

Continua..

facebook

Risposta:

praticamente ogni giorno ascoltando il telegiornale sentiamo parlare di Facebook come se fosse la Bibbia dell’informazione. Prendendo spunto da li si nominano di solito quante sono le persone aderenti ad una determinata tematica, e questo è uno dei motivi per cui molte persone pensano che Facebook sia uno strumento pericoloso per la nostra privacy. In secondo luogo il rischio interconnesso con Facebook è il furto d’identità, molto spesso infatti ci sono persone che si spacciano per altre; ma il diritto a cui tutti tengono in modo particolare è il diritto all’oblio dei nostri dati una volta che si è disattivato l’account. Facebook infatti conserva i nostri dati anche nel periodo successivo alla disattivazione, in modo tale che nel caso cambiassimo idea non dovremmo ricominciare da capo.

Dopo il break potete scoprire due modi differenti per potersi cancellare definitivamente.

Continua..

Come ha avuto origine internet? Come si è evoluto nel tempo? A tali domande risponde questo interessante video che parte dagli anni 50 per arrivare fino ai nostri giorni.

[Via | MaestroAlberto]

miracolo_formiche

Ok, l’immagine l’ho messa pensando in cosa mi sto cacciando scrivendo questo articolo (ogni riferimento alle domande niubbe è voluto).

Risposta

Per cambiare il proprio IP ci sono diversi modi:

  • Disconnessione manuale della linea. Questa procedura è valida solo per chi non ha fastweb. E può avvenire in due modi…

Modo brutale, in puro stile Attila – flagello di Dio:

  1. tolgo l’alimentazione al modem/router
  2. stacco e riattacco il cavo dell’adsl

In maniera un pò più civilizzata invece:

  1. in caso di modem effettuo una disconnessione della linea via software, e poi mi ricollego come solito
  2. in caso di rounter, entro nelle impostazioni ed effettuo una disconnessione ed una successiva connessione alla rete ADSL. Vi ricordo che per entrare nelle impostazioni del proprio router basta aprire il browser e digitare l’indirizzo 192.168.1.1. In alcuni casi si ha accesso immediato, mentre in altri l’accesso è protetto da password, ed in questo caso se non l’avete mai impostata consultate il manuale delle istruzioni per scoprire quale sia.
  • Utilizzare un programma che cambia l’IP. Queste procedure possono sembrare difficili ma una volta impostato il browser, cambiando proxy cambierete IP
  • Utilizzare un proxy. Soluzione un pò troppo complessa, consiglio di cercare di risolvere con la soluzione precedente.

Per scoprire di più in merito al secondo punto proseguite.

Continua..

Risposta:

innanzitutto stabiliamo quali sono i due “luoghi” usuali, ovvero la casa e la postazione di lavoro. In breve, per “third place” s’intende un’area, un posto o un locale da dove s’interagisce con la comunità online. Quindi il “terzo posto” diventa un qualsiasi luogo che esula da i due abitudinari. Diventano quindi molto importanti nell’ambito del Third Place le aree wi-fi che specialmente all’estero sono molto diffuse ed accessibili, spesso anche gratuitamente.

Risposta:

Lo scam è un termine in cui sono incorso di recente e che, onestamente, non avevo mai sentito prima (vado a memoria, ma mi pare proprio di no).

Wikipedia ci dice che lo Scam è un termine che indica un tentativo di truffa con i metodi dell’ingegneria sociale, effettuato in genere inviando una e-mail nella quale si promettono grossi guadagni in cambio di somme di denaro da anticipare. Spesso scam e spam sono strettamente correlati.

Per quanto mi riguarda sono incappato in tale termine per via di una mail arrivatami da una certa agenzia di advertising che mi chiedeva un tariffario per pubblicare della pubblicità sul blog.

Un esempio classico invece di tale truffa l’abbiamo visto più volte a Striscia la notizia, che documentava le “truffe alla nigeriana” in cui un soggetto riceve una e-mail in cui si parla di grosse somme di denaro che dovrebbero essere trasferite o recuperate da una banca estera, la quale però chiede garanzie: come la cittadinanza, un conto corrente, un deposito cauzionale.

Ombra digitalePrima di tutto, cos’è l’ombra digitale?

L’ombra digitale non è altro che la nostra traccia elettronica, alimentata dal modo con cui ci rapportiamo con la tecnologia. Quando telefoniamo, inviamo un’e-mail, paghiamo con carta di credito, scattiamo una foto, ecc. non facciamo altro che alimentare la nostra ombra digitale.

Negli ultimi anni questo concetto ha assunto una connotazione negativa perchè si associa la propria ombra alla privacy, o meglio alla mancanza di privacy.

Sul web, infatti, molte informazioni sono fornite dalle stesse persone, in modo volontario anche se non sempre consapevole delle possibili conseguenze. Sui blog o i siti di social networking (Myspace, Splinder, ecc) gli utenti tracciano un proprio profilo, inseriscono una descrizione di se stessi, costruiscono liste di amici o di cose che amano, pubblicano foto o video, stabiliscono relazioni sociali ed affettive, condividono cose, ecc.

E’ chiaro quindi che le persone diventano molto più rintracciabili, a volte anche solo inserendo semplicemente l’indirizzo e-mail nel campo di ricerca di Google.

Oggi vi voglio sottoporre un software per comprendere quale sia il peso della propria ombra digitale. si tratta in fin dei conti di un questionario con domane abbastanza semplici su come utilizziamo la tecnologia nella vita quotidiana. Io l’ho fatto, ed il peso della mia ombra lo potete leggere qui sotto:

Ombra digitale

Uao!! 1.932 MB (quasi 2 GB) al giorno.

E la vostra ombra? quanto pesa? sono curioso di saperlo!

Il software che ho utilizzato si chiama Digital Footprint, e lo potete scaricare sia nella versione per Windows sia in quella per Mac.

Risposta:

LTE, acronimo di Long Term Evolution, è la più recente evoluzione degli standard di telefonia mobile GSM/UMTS. E’ nota anche come Super 3G e nasce come nuova generazione per i sistemi di accesso mobile a banda larga e si colloca in una posizione intermedia fra gli attuali standard 3G come l’UMTS e quelli di quarta generazione (4G) ancora in fase di sviluppo.

L’LTE è parte integrante dello standard UMTS, ma prevede numerose modifiche e migliorie fra cui:

  • velocità di trasferimento dati in download fino a 100 Mbps
  • velocità di traferimento dati in upload fino a 50 Mbps
  • velocità di trasferimento dati a bordo della cella da 2 a 3 volte superiori all’UMTS / HSPA

A differenza dell’HSPA e dell’HSPA Evolution, che utilizza la stessa copertura radio della rete UMTS, nel caso dell’LTE è necessario predisporre una copertura radio dedicata, realizzando di fatto una nuova rete aggiuntiva a quella dell’UMTS, o di qualsiasi altro sistema di accesso cellulare, come il GSM, il CDMA2000 e così via.

HSPA ed LTE sono forti antagonisti del WiMAX e delle sue evoluzioni; la disponibilità di HSPA oggi e di LTE nel prossimo futuro riduce di molto le prospettive di successo su larga scala del WiMAX, soprattutto come applicazione in ambito internet e banda larga mobili e soprattutto in un mercato come quello europeo che è notoriamente “3G oriented”.

dippiù?