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In questa edizione di Google I/O 2014, si è voluto giocare d’anticipo presentando la nuova release dell’Android che verrà. Questo per dare modo agli sviluppatori/produttori di poter presentare a loro volta un prodotto aggiornato nel momento in cui questo autunno verrà presentato il nuovo smartphone di casa Google (che probabilmente non si chiamerà più Nexus).

Come accadeva gli altri anni infatti in autunno Google era solita presentare un prodotto nuovo sia come hardware che come software, ma così facendo scontentava i suoi collaboratori i quali dovevano correre poi per mantenere aggiornati smartphone e tablet all’ultima release e non farli così sembrare obsoleti.

Google presenta così Android L, e come avvenuto con iOS 7, il suo scopo primario sarà quello di rivedere il software design di Android nel profondo ma soprattutto dettare delle linee guida denominate “Material Design” per fare in modo che anche gli sviluppatori delle App mantengano una certa linea comune.

Questa nuova interfaccia dovrebbe interessare tutti i dispositivi Android: smartphone, tablet, wearables, auto, Chromebook e non ultima la TV.

Ma Android L non è solo design in quanto include 5000 nuove api per gli sviluppatori e nuove funzioni per l’utente finale. Le notifiche tanto per dirne una saranno ordinate per cronologia ma anche per importanza e verranno visualizzate anche sopra alle app aperte per essere sicuri di non perderci nulla.

Sicurezza aggiuntiva

Anche in ambito sicurezza ci sono delle novità: di recente un’analisi ha evidenziato come il furto di iPhone sia in netto calo per via delle numerose restrizioni che rendono iPhone inutilizzabile a chi lo ruba. Da tempo inoltre è stato chiesto ai produttori di inserire il cosiddetto Kill Switch in modo da poter bloccare il dispositivo. Google è andata oltre con Android L introducendo una sorta di autenticazione basata sul Bluetooth 4.0 per fare in modo che l’eventuale abbinamento telefono+smartwatch abbia delle importanti conseguenze nel momento in cui questi due si allontanano troppo. Cosa intendo dire: l’orologio in futuro potrà fungere da antifurto e nel momento in cui qualcuno mi porta via lo smartphone uscendo dal raggio del bluetooth questo diverrà inutilizzabile.

Questa è a mio avviso una brillante idea per spingere in maniera considerevole l’uso di wearable come Moto360.

Da Dalvik a ART

Un’altra grossa differenza inoltre introdotta con Android L, è l’abbandono definitivo del compilatore Dalvik per passare ad ART. Questo consente un raddoppio delle prestazioni ma anche la compatibilità con processori a 64bit. La validità di ART è in realtà già stata appurata in quanto è disponibile fin dalla distribuzione di Android 4.4, ma fino ad ora era diciamo più una “opzione”.

Video Android L

Google ha rilasciato un breve video nel quale è possibile vedere alcuni aspetti del nuovo design di Android L

 

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