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Recensione Apple HomePod Mini: perfetto Cavallo di Troia

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Homepod Mini è arrivato da un paio di mesi ufficialmente anche in Italia, vediamo com’è e se vale la pena comprarlo

Il nuovo Homepod Mini di Apple è uno speaker che ricorda in parte alcuni degli smart speaker già in circolazione, di dimensioni estremamente compatte ovvero 84,3mm di altezza x 97,9mm di larghezza, e racchiuso da un rivestimento in tessuto a rete gradevole alla vista ma anche al tatto il cui colore è possibile scegliere tra 5 varianti: bianco, grigio siderale, giallo, blu e arancione.

In confezione troviamo anche un alimentatore con attacco usb-c ed uscita a 20 watt.

HomePod Mini: come si interagisce

Nella parte superiore del dispositivo è posizionato una pannello sensibile al tocco e retroilluminato, da qui possiamo gestire il volume o con un tocco prolungato è possibile andare ad attivare Siri.

Un altro tipo di interazione sviluppato molto bene ma che lascia il tempo che trova è quello che ci permette avvicinando un iPhone/iPad di passare la canzone da un dispositivo all’altro. E’ incredibile come la sola vicinanza già ci dia consapevolezza che i 2 prodotti sentono l’esigenza di dialogare tra di loro.

Come dicevo però, sebbene sia una funzione molto ben sviluppata, capita di rado di riuscire a sfruttarla ovvero di voler passare un brano musicale da iPhone ad HomePod Mini o viceversa.

Serve una maggior apertura

E’ probabilmente un tasto dolente che è intrinseco nella natura di Apple nel voler proteggere quanto ha da offrire nonostante l’utente possa avere delle abitudini diverse. Nello specifico sto parlando di Spotify che non gode dello stesso trattamento che ha invece l’app musicale nativa Apple Music.

Sono invece supportati servizi quali Pandora, Deezer, Netease ma all’alba del 2022 queste chiusure o se vogliamo preferenze per uno o per l’altro servizio sono a mio avviso inaccettabili. Ovviamente non è che non si può usare Spotify: tramite AirPlay 2 potremo comunque da iPhone o iPad iniziare la riproduzione dei brani. Quello che manca è la possibilità di rendere HomePod Mini indipendente e quindi richiedere la riproduzione di un brano direttamente a Spotify.

HomePod Mini (e Siri) come assistente

Ovviamente da HomePod Mini abbiamo accesso all’assistente di Siri, che però è a mio avviso oggi il meno avanzato quando le domande che le andiamo a porre non prevedono un’interazione con il nostro telefono del tipo: “punta la sveglia o imposta un promemoria”

Quando infatti le si fanno domande per le quali Siri dovrà cercare una risposta su internet, il risultato non sempre è soddisfacente.

I 4 microfoni integrati però funzionano bene e permettono a Siri di sentirci sempre in maniera abbastanza precisa.

HomePod Mini: qualità audio

Tecnicamente, al suo interno abbiamo un driver full range e due radiatori passivi che permettono di ottenere un suono potente, dei bassi corposi e senza eccessive distorsioni. Ma questo risultato è probabilmente ottenuto anche grazie alla presenza del chip S5 che ne gestisce tutti gli aspetti.

Il suono si sprigiona a 360° ma qui nasce il paradosso di un dispositivo alimentato via cavo e che quindi non potrà quasi mai essere realmente sfruttato al massimo.

Interessante inoltre la possibilità (non testata) di poter collegare insieme un altro HomePod Mini per ottenere un audio stereo, mentre se si decide di tenerli separati ovviamente forniranno un audio multiroom.

HomePod Mini: cos’altro ha da offrire (il Cavallo di Troia)

Qua viene il bello, perchè molti forse ancora non sanno che HomePod Mini è ad oggi il prodotto più economico sul mercato per portarsi in casa un hub che permetta una migliore integrazione di tutti i dispositivi compatibili con Apple HomeKit.

Dopo averlo configurato come hub sarà possibile comandare i dispositivi che abbiamo in casa anche se non siamo nel raggio della nostra rete WiFi, quindi anche quando siamo lontani da casa.

Inoltre si inserirà come interfono e quindi dal nostro smartwatch, iPhone o dispositivo Apple in genere noi potremo mandare un messaggio vocale che HomePod Mini andrà a riprodurre all’interno dell’ambiente in cui è posizionato.

Il modo in cui Apple gestisce i prodotti domotici compatibili con Homekit è a mio avviso il migliore sul mercato, con l’app Casa che in una videata ci mette a disposizione dei pulsanti rapidi e tutta una serie di automazioni che è possibile andare a realizzare, un esempio: quando arriva a casa di sera il primo componente della famiglia, è possibile far accendere in automatico le luci del garage, della scala esterna e del soggiorno; quando invece arriva qualcun’altro si potrà decidere di accendere solo quelle del garage e della scala perchè in casa si presuppone ci sia già qualcuno (è giusto per fare un esempio, va in base alle proprie esigenze). Per riuscirci però ovviamente tutti devono avere un iPhone o un iPad con se che dica all’hub “Guarda che sono a casa”.

Se quindi in casa abbiamo alcuni dispositivi compatibili con Homekit e ancora non abbiamo un iPad oppure l’iPad non è sempre presente in casa, HomePod Mini può valere l’acquisto anche solo per garantirsi quel minimo di funzionalità in più assicurate dall’hub.

Ne vale la pena?

Se hai sposato la causa di Apple, HomePod Mini è un prodotto che assolutamente non può mancare in casa tua.

Pro

  • Audio nettamente al di sopra della concorrenza
  • Estetica e dimensioni
  • Integrazione con l’hub di Apple e Homekit
  • Funzione interfono

Contro

  • Prezzo, molto più elevato della concorrenza
  • Siri deve darsi una svegliata
  • Mancata integrazione di Spotify
  • Mancata integrazione di Spotify (merita il doppio richiamo, siamo nel 2022)

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