Huawei P40 regala gioie ma anche dolori, vediamo perchè

Oggi vediamo la recensione dello smartphone Huawei P40 analizzandone in particolare il design, le prestazioni, la qualità fotografica e l’autonomia. Nel dare un giudizio a questo smartphone però occorre tener conto anche di quanto successo negli ultimi mesi e che ha avuto un grosso impatto sul mercato smartphone di Huawei: mi riferisco ovviamente al ban imposto dalla presidenza Trump che nelle ultime settimane è stato prorogato fino al 2021.

Confezione

Una confezione minimale composta da smartphone, cuffiette con connettore usb-c, caricatore usb-c SuperCharge con output massimo a 22.5 Watt.

Huawei P40 pesa 175 grammi, decisamente pochi rispetto alla media degli smartphone presentati nel 2020 e le sue dimensioni in generale lo rendono molto maneggevole.

Design

La versione arrivatami è quella in colorazione Blush Gold, una sorta di color salmone molto delicato con il bordo in alluminio rosato: bello, mi è piaciuto senza eccezioni ed in più non è soggetto ad impronte dando al telefono un’apparenza sempre molto pulita.

La parte delle ottiche spicca nel generoso rilievo che include i 3 sensori ed il flash dual-led. Sul lato destro il pulsante di accensione presenta una scavatura colorata di rosso, mentre i più attenti noteranno la mancanza della capsula auricolare (ci tornerò a breve).

I bordi ci sono e si vedono, non che mi dia particolarmente fastidio e nel complesso dal punto di vista del design il P40 offre un risultato molto equilibrato nel quale stona forse solo una cosa: l’occhiello frontale il quale andando ad incorporare un triplo sensore (camera, sensore profondità ed infrarossi) appare forse eccessivo.

Display

Il display di Huawei P40 è un AMOLED da 6,1″ con bordi piatti la cui unica specifica un po’ deludente è il refresh rate a soli 60 Hz.

Tuttavia le dimensioni del display danno allo smartphone delle dimensioni perfette: non troppo grande, non troppo piccolo… e per me che non sono amante dei “padelloni” questo è un plus di cui tengo molto in considerazione.

Offre un’ottima visibilità ed essendo piatto non va incontro a tocchi involontari.

Il lettore di impronte digitali è posto frontalmente in una posizione a mio avviso leggermente troppo alta, ma l’ho trovato affidabile e veloce.

Parte telefonica e prestazioni Audio

Per chi è interessato alla parte telefonica, mi ritengo soddisfatto: la ricezione è sempre stata buona anche qui nella mia zona, che solitamente è piuttosto problematica dal momento che vivo in una sorta di conca dove il segnale è solitamente molto ballerino.

L’alloggio SIM permette di avere due SIM in contemporanea oppure 1 SIM con una scheda di memoria, ma anche in questo caso sarà possibile andare ad aggiungere una seconda sim ricorrendo via software ad una eSIM.

Non entro invece nel merito del 5G: ancora prematuro parlarne, ma c’è.

In conversazione l’audio viene sprigionato da sotto il display: appoggiando il dito nella parte alta al centro infatti si può sentire una vibrazione causata dalla voce in uscita che risulta essere molto ben udibile.

Anche lo speaker mono posizionato sotto è piuttosto potente, più che soddisfacente durante la visione di film e serie TV mentre con la musica i bassi si fanno sentire poco e l’audio appare un po’ più piatto.

Prestazioni

Nulla da dire in merito alle prestazioni, dove il processore Kirin 990 mostra i muscoli: molto rapido in avvio, veloce nell’utilizzo quotidiano e non particolarmente energivoro.

Qualità fotocamera

La fotocamera, o LE fotocamere, sono il fattore forse più atteso ogni anno per la serie P di Huawei e questo P40 non fa eccezione confermando ancora una volta il suo primato nella dimensione del sensore utilizzato.

I moduli presenti posteriormente sono 3:

  • ultraVision 23mm da 50 MP e f/1.9 OIS
  • ultra grandangolare 17mm da 16 MP f/2.2
  • teleobiettivo 3x ottico 80mm da 8 MP f/2.4

e garantiscono la copertura di tutte le esigenze sebbene la serie PRO può contare su di uno zoom ottico più spinto.

Il risultato nelle foto è stato notevole, specialmente in quelle all’aperto in cui la nitidezza ed il livello di dettaglio è ai massimi livelli, mentre nelle foto al chiuso ho rilevato un eccessivo livello di contrasto ed in quelle al buio invece il rumore un po’ si fa sentire.

Per quanto riguarda la modalità ritratto ho riscontrato dei risultati altalenanti: con la fotocamera posteriore in generale il risultato è eccellente con dei bordi molto curati ed una sfocatura morbida capace di rendere il soggetto il vero protagonista.

Qui sotto vedi a sinistra un bokeh da fotocamera anteriore e a destra un bokeh con la fotocamera posteriore.

Con la fotocamera anteriore invece bisogna stare un po’ più attenti, in particolare anche al tipo di effetto utilizzato che può portare a delle aberrazioni importanti.

Alcuni errori in cui si può incappare: capelli sfocati e orecchio tagliato

C’è la modalità “notte” che offre risultati più che discreti: riesce ad illuminare un paesaggio completamente al buio mantenendo il risultato accettabile. La stessa scena scattata senza modalità notte appare con una luce grosso modo similare, ma dominata da rumore e sfocature.

E c’è la modalità “macro” con la quale ci si toglie qualche sfizio nel fotografare i “micro-mondi” ma consiglio l’uso di un cavalletto per ottenere risultati ottimali.

Uno degli aspetti indubbiamente migliore delle fotocamere è la messa a fuoco molto precisa in modalità automatica e rapida a rispondere al tocco, ed è uno degli aspetti particolarmente apprezzabile anche nel comparto successivo: i video.

Qualità video

Ottima la nitidezza dei video diurni che è possibile registrare in 4K a 60 FPS, anche con la fotocamera anteriore, ma attenzione in questo caso all’ingombro perchè soli 30 secondi occupano circa 115 Mb. Buona la stabilizzazione ma migliorabile: quando si cammina l’effetto del rimbalzo dato dal passo viene abbastanza attenuato, ma durante la corsa rimane presente un tremolio abbastanza evidente.

Di notte si perde qualcosa, con il rumore che inizia a farsi sentire in maniera aggressiva, specialmente intorno alle fonti luminose.

Huawei AppGallery

Le App disponibili all’interno dello store Huawei sono sempre più numerose, ma cercando ci si accorge subito di numerose assenze: Instagram, Netflix, Dropbox, Facebook, Nespresso, Netgear Orbi, MyDlink, WhatsApp sono solo alcune tra quelle che normalmente uso e sono tutte assenti mentre in altri casi lo store mette a disposizione una sorta di link con il sito andando a creare una sorta di Quickapp. Una soluzione però non sempre ottimale o sfruttabile come nel caso di Hype, che non permette l’accesso da browser a chi ha l’account free, o nel caso dell’Home Banking che ormai adottano delle misure di sicurezza tali per cui l’App è un requisito necessario per evitare di complicarsi la vita.

Ho trovato inoltre un po’ noiosa la comparsa del banner pubblicitario non ignorabile al lancio dell’app, una scelta decisamente impopolare.

Download delle App da store esterni

Per ovviare a questi problemi ci sono 2 possibiltà: provare ad installare i servizi Google e quindi l’app store di Google, oppure affidarsi ad uno dei tanti siti che mettono a disposizione gli apk delle App.

La prima soluzione non è così semplice da attuare, prevede diversi passaggi e per ottenere il risultato sperato potrebbero volerci più tentativi.

Io ho quindi voluto provare APKPure con il quale è possibile installare la relativa App in modo da evitare ogni volta di passare dal browser, e grazie ad APKPure ho potuto colmare una buona parte del vuoto presente sullo store Huawei, ma con delle limitazioni: utilizzare questo sistema significa che gli aggiornamenti delle App non sono automatici, ma il dubbio maggiore è legato alla sicurezza perchè si tratta di store sui quali non sappiamo che tipo di garanzie vi siano al fine di evitare il download di apk di origine dubbia.

Ed infatti anche su questi store non troviamo gli APK delle banche.

Senza servizi Google – Il vero dilemma

Il vero punto debole di Huawei P40 quindi lo si sarà capito, è l’assenza dei servizi Google che coinvolge il Play Store, ma anche Google Maps, Gmail nonchè una delle piattaforme attualmente più importanti nel campo dei video: YouTube, per il quale sebbene sia possibile installare un apk, senza servizi Google sarà solo un’icona presente sulla Homescreen.

Ci sono quindi delle App a cui Google in tutti questi anni ci ha abituato bene ma che sono sacrificabili perchè esistono delle alternative, altre invece per le quali non avremo via di scampo.

Tuttavia, la loro assenza ha portato alla luce un elemento inaspettato: l’autonomia.

Autonomia super

Con una batteria da 3.800 mAh, il P40 mi ha consentito in questi giorni di arrivare a sera sempre in maniera piuttosto comoda con un utilizzo mediamente intenso, mentre con un uso normale si possono coprire le due giornate. Se poi proprio si rimane a secco si può contare sulla ricarica rapida.

C’è un motivo però per cui tutto questo è possibile: l’assenza dei servizi Google con i vari aggiornamenti automatici, i continui utilizzi del GPS ed i suoi processi continuamente attivi in background, minano in maniera importante l’autonomia di uno smartphone che ne è provvisto.

Detto questo però, sono pro e contro che un utente deve saper valutare.

Certificazione IP ed NFC

Ci sono anche altri due aspetti sui quali vorrei soffermarmi. Il primo riguarda la certificazione IP 53 che per un top di gamma appare davvero poco.

L’altro è invece la presenza dell’NFC che però non è sfruttabile appieno: lo si può utilizzare per accoppiare dispositivi wireless, ma nonostante si può ancora tenerlo in considerazione per i pagamenti contactless: nonostante sia disponibile Huawei Wallet non è possibile andare ad aggiungere (almeno per il momento) carte di credito per i pagamenti. E questa è un’ulteriore conseguenza della mancanza dei servizi Google.

Specifiche tecniche Huawei P40

  • Display: OLED da 6,1 pollici, 2340×1200 pixel con refresh rate 60 Hz e 431ppi
  • Sistema operativo: Android 10 con HMS (niente Servizi Google)
  • SoC: Kirin 990 CPU OctaCore, 2x Cortex-A76 2,86 Ghz, 2x Cortex-A76 2,36 Ghz, 4x Cortex A55 1,95 Ghz
  • Memoria: 8 GB di RAM, 128 GB di memoria interna espandibili tramite NanoSD
  • Fotocamere posteriori: 
    • ultraVision 23mm da 50 MP e f/1.9 OIS
    • ultra grandangolare 17mm da 16 MP f/2.2
    • teleobiettivo 3x ottico 80mm da 8 MP f/2.4
  • Video: 4K a 60fps sia con camera anteriore sia posteriore
  • Fotocamera anteriore: 32 megapixel, f/2.2 (sensore principale e di profondità), sensore IR
  • Sblocco: impronta digitale posto sotto lo schermo (area +30%)
  • Connettività: GSM, HSPA, LTE, 5G NSA/SA, Bluetooth 5.0, WiFi 6, NFC, GPS, AGPS, Glonass, Galileo, QZSS
  • Porte: USB-C 3.1, Dual-SIM + eSIM (solo due contemporaneamente, solo una in 5G)
  • Batteria: 3.800 mAh con ricarica a 22,5W
  • Audio: Acoustic Display Technology, no jack audio da 3,5mm
  • Certificazione IP: 53
  • Dimensioni e peso: 148,9 x 71,06 x 8,5 mm; 175 g
  • Certificazione: rating IP53

Pro

  • Dimensioni compatte
  • Design e colorazione
  • Display
  • Fotocamera

Contro

  • Niente servizi Google
  • Display a 60Hz
  • IP53
  • NFC zoppo
  • Audio mono

Prezzo e conclusioni

Se fossimo di fronte ad uno smartphone qualsiasi non potrei che stra consigliarlo perchè ha tutto: dimensioni, qualità fotografica, è un’ottima autonomia. Ma la mancanza dei servizi Google si sente in maniera pesante ed è forse per questo che Huawei di recente ha avviato una promozione che include le nuovissime Freebuds 3i e addirittura anche il Watch GT 2e di cui abbiamo visto la recensione del fratello quasi gemello ad inizio anno.

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