Uno dei film Netflix del mese di aprile è The Titan, un film di fantascienza che racconta una storia di colonizzazione da una prospettiva originale

L’idea alla base di The Titan, ennesimo film Netflix giunto a noi per il periodo pasquale, è quanto meno originale: se i pianeti da noi raggiungibili non sono abitabili, al posto di renderli tale perchè non possiamo adattare l’uomo a viverci?

La premessa è quindi molto interessante e ci permette di non sentire per l’ennesima volta il termine molto inflazionato di “terraformazione”.

Ma ad ogni buona idea a volte corrisponde una realizzazione inversamente proporzionale per la quale tutto va a scatafascio.

The Titan è il tipico film che tratta il tema della mutazione genetica introducendo come obiettivo finale la creazione di un nuovo step evolutivo per l’uomo, e così giù a mescolare dna animali con dna umano come niente fosse al solo scopo di adattare il nostro corpo alle differenti condizioni atmosferiche di Titano.

L’idea sarebbe molto buona se al di la del semplice esperimento scientifico fosse seguito qualcosa di più, se i membri dell’esperimento non fossero stati accomunati tutti da uno stato di rigetto o di pazzia, se l’ideatore dell’esperimento non si fosse rivelato il tipico scienziato folle il cui unico scopo è il raggiungimento dell’obiettivo; un obiettivo ritenuto poco etico da alcuni, gli stessi che poi nel vedere tale risultato lo definiscono “straordinario”.

Coerenza zero, con un finale di una banalità assoluta.

The Titan è l’ennesima dimostrazione del fatto che le produzioni Netflix nel formato del singolo film non riescono a crescere con la stessa cura riposta nelle serie tv che puntano meno sugli effetti speciali ma danno tanto dal punto di vista narrativo.

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