domenica, 25 Settembre 2022
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Sony LinkBuds: la soppressione attiva è sopravvalutata?

Sony ha presentato LinkBuds, un nuovo auricolare full wireless che va in direzione opposta rispetto al mercato

Con il loro foro circondato dal primo driver anulare le nuove Sony LinkBuds sono destinate a far parlare di se perchè offrono una soluzione che potrebbe soddisfare le esigenze di molti andando però in direzione opposta rispetto a come si sono mossi fino ad oggi i principali produttori di auricolare bluetooth.

Fino ad oggi la soppressione attiva del rumore è sempre stata considerata una funzionalità chiave degli auricolari bluetooth top di gamma, i quali per non isolare il pedone o il corridore dai rumori ambientali hanno sfruttato i microfoni in maniera intelligente permettendo almeno in parte al rumore ambientale di entrare nel canale uditivo. Il risultato è sempre stato apprezzabile ma se si ascolta la musica ad alto volume l’isolamento è quasi inevitabile.

Ma a quante persone effettivamente serve la soppressione attiva? E’ un bisogno soggettivo che può portare un effettivo beneficio, riducendo il rumore di un treno, di un aereo o altro ancora.

Ma ciò non significa che sia una funzione indispensabile, e questo è forse anche uno dei motivi per cui gli auricolari a conduzione ossea stanno anch’essi riscontrando un certo interesse da parte del pubblico.

E qui entra in gioco Sony con LinkBuds, un auricolare Bluetooth 5.2 con finalmente un nome concepito per essere pronunciato ma che stravolge il mondo degli auricolari full wireless.

Sony LinkBuds sono un auricolare leggero e a giudicare dalle prime recensioni estremamente comodo, pensato per essere indossato per sessioni medio lunghe ed estremamente stabile grazie ai gommini personalizzabili che facilitano l’incastro nel padiglione.

Sony LinkBuds non sono in-ear, perchè il driver rimane solo leggermente appoggiato al condotto uditivo con quel foro centrale che permette all’utente di non rimanere mai isolato.

Via software inoltre Sony sembra aver introdotto tutta una serie di opzioni che rendono LinkBuds ancora più interessanti.

Per comandare le LinkBuds infatti non sarà necessario toccare la superficie dell’auricolare, ma sarà possibile toccare la nostra pelle, vicino all’auricolare, per permettere in egual modo l’interazione. Una soluzione che appare ben concepita e soprattutto evita tocchi mal interpretati.

C’è poi anche un’altra funzione che permette di mettere in pausa automatica la riproduzione dei contenuti quando si parla, immaginando che l’utente nel momento in cui inizia una conversazione vuole capire senza problemi cosa dice il nostro interlocutore.

Insomma, queste Sony LinkBuds non saranno per tutti ma sicuramente andrebbero bene a molti. E sebbene siamo di fronte ad un primo modello, la sostanza è già talmente tanta al punto da farmi pensare che altri produttori seguiranno questa strada.

Le uniche cose che a mio avviso meritano una lieve correzione futura sono l’autonomia: 5,5 ore con singola carica e 17,5 in totale sfruttando il case possono sembrare un po’ poche, ed il case che ha una forma forse poco pensata per le nostre tasche dei pantaloni. Inoltre non sembrano essere la soluzione ideale per chi è sempre in conversazione telefonica, nel caso in cui si trovi in ambienti rumorosi o ventosi.

Gli auricolari sono IPX4 così da essere protette da pioggia e sudore.

Centrato a mio avviso anche il prezzo: Sony ci ha abituato in passato a dispositivi estremamente costosi ma nel caso delle LinkBuds dato che siamo anche di fronte ad un dispositivo unico nel suo genere ha un prezzo pari a 179,99 Euro che ritengo corretto.

Potete tranquillamente trovare gli auricolari su Amazon in doppia colorazione, bianco o grigio scuro.

Pro

  • Comfort e stabilità anche durante sessioni sportive
  • Sempre “connessi” con il mondo che ci circonda
  • App ben fatta che permette diverse personalizzazioni
  • Rapporto qualità / prezzo centrati al primo colpo
  • Finalmente un nome pronunciabile

Contro

  • Autonomia migliorabile
  • Soffre in chiamata in ambienti rumorosi o ventosi
  • Il case è piccolo, ma cicciotto. Nei jeans avrei preferito una forma diversa.
Paolo Colombohttps://www.mytechnology.eu
Classe '81, appassionato di tecnologia e internet. Dal 29 marzo 2007 scrive quotidianamente con passione sul suo blog www.mytechnology.eu | .it articoli inerenti queste due tematiche. Ha una bellissima moglie e due figli adorabili, e passa le nottate scrivendo articoli e giocando online con i membri del clan EraseR che conosce da ben 20 anni.
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