Rieccoci dopo tanto tempo con un nuovo appuntamento della Pagina 101, e per l’occasione non potevamo che rincominciare in maniera migliore se non con la biografia ufficiale di Steve Jobs a cura di Walter Isaacson. Non si tratta di una pagina molto tradizionale dal punto di vista di un geek/nerd in quanto rientra nel capitolo “Chrisann e Lisa”, ma è sicuramente un capitolo importante nella vita di Steve Jobs.

La Pagina 101:

Fu un viaggio impegnativo, che iniziò nel marzo del 1976 e durò quasi un anno. A un certo punto esaurirono i soldi e allora Calhoun andò in autostop fino in Iran, dove, a Teheran, si mise a insegnare inglese. La Brennan invece rimase in India, e quando Calhoun ebbe terminato il suo periodo di insegnamento, fecero di nuovo l’autostop dandosi appuntamento a metà strada, in Afghanistan. Il mondo era assai diverso, allora.

Dopo un po’ la loro relazione si logorò e tornarono dall’India separatamente. Nell’estate del 1977, la Brennan tornò a Los Altos, dove visse per qualche tempo in una tenda del giardino del centro zen di Kobun Chino. All’epoca Jobs aveva lasciato la casa dei genitori e aveva preso in affitto con Daniel Kottke, per seicento dollari al mese, una casa stile ranch alla periferia di Cupertino. Era un a strana scena vedere quegli hippy libertari vivere in una casa colonica che avevano ribattezzato “Rancho Suburbia”.

“Era una casa con quattro camere da letto, e ogni tanto ne davamo in affitto una a ogni sorta di persona stravagante, tra cui, per qualche tempo, una spogliarellista” ricorda Jobs. Kottke non riusciva a capire perchè Jobs non si fosse comprato una casa propria, dato che all’epoca avrebbe potuto benissimo permettersela.

“Credo volesse semplicemente avere qualcuno con cui dividere la casa”, questo il pensiero di Kottke.

Anche se intratteneva con Jobs solo una relazione intermittente, la Brennan presto si trasferì a sua volta nella casa stile ranch. Questo comportò delle riorganizzazioni logistiche degne di una pochade. L’abitazione aveva due camere da letto grandi e due piccole. Com’era prevedibile, Jobs requisì la più grande e la Brennan (dato che in realtà non conviveva con lui) si appropriò dell’altra leggermente meno ampia.

“Le due stanze di mezzo andavano bene per dei bambini e non volevo nè l’una nè l’altra, per cui mi spostai in soggiorno, dove dormivo su una stuoia di gommapiuma” dice Kottke. Trasformarono una delle stanze più piccole in un’area dedicata alla meditazione e all’assunzione di acido, come la soffitta che avevano utilizzato al Reed. La camera era ingombra del polistirolo delle scatole Apple. “I bambini del quartiere venivano da noi, noi li gettavamo in mezzo al polistirolo e loro si divertivano un mondo” ricorda Kottke, “ma poi Chrisann portò a casa dei gatti che pisciarono sul polistirolo e dovemmo buttare via tutto.”

Vivendo nella stessa casa, a volte Chrisann e Steve sentivano riaccendersi l’antica attrazione, e dopo qualche mese lei si accorse di aspettare un figlio. “Prima che rimanessi incinta” dice, “Steve e io ci eravamo presi e lasciati diverse volte nell’arco di cinque anni. Non riuscivamo a stare insieme e non riuscivamo a stare lontani.”

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