Oggi Asus ha presentato il nuovo Asus Padfone 2, evoluzione di un primo esperimento che sebbene non abbia scosso il grande pubblico ha però lanciato un’idea: coniugare telefonino e tablet in un unico dispositivo tramite l’utilizzo di una docking station.

Sotto il profilo estetico i due smartphone (Padfone e Padfone 2) si presentano davvero molto simili e cambiano pochi dettagli, la docking station invece cambia totalmente sia nel sistema di inserimento dello smartphone sia nel look.

Il vero cambiamento però è sotto il profilo dell’hardware dove il Padfone riesce ad esprimere potenza pura andando a configurarsi come il dispositivo Android ad oggi più potente sul mercato, meglio quindi anche del Samsung Galaxy S III.

Il display è ora un ampio 4.7″ LCD IGZO con risoluzione a 1280 x 720 pixel, il processore invece è uno SnapDragon S4 quad-core (con architettura cortex A-15) con 2 GB di RAM dedicati: come dicevo prima… potenza pura.

A questi vi si aggiungono LTE, NFC e una fotocamera da 13 megapixel, il primo quindi con un sensore così generoso in attesa di vedere il modello che LG sfornerà a breve in collaborazione con Google per la linea Nexus.

Per quanto riguarda il docking posso aggiungere solo che permette di espandere il display dello smartphone ad una diagonale di 10.1″ con risoluzione a 1280 x 800 pixel e ne espande anche l’autonomia dal momento che troviamo integrata una batteria da 5000 mAh che va a sommarsi a quella del telefono che già di suo ammonta a 2140 mAh. Nel vecchio Padfone avevamo un docking da 6600 mAh ma uno smartphone da soli 1520 mAh, quindi direi che si è trovato un giusto equilibrio.

La cosa che non capisco è il fornire un software, Android, nella versione ormai datata Ice Cream Sandwich prevedendone ovviamente l’aggiornabilità alla 4.1 Jelly Bean.

Per quanto riguarda i prezzi, salvo aggiornamenti, si parte da un prezzo base di 799 € per la versione da 32 GB fino ad arrivare a 899 € per la versione da 64 GB, ma entrambi hanno la docking inclusa per trasformare lo smartphone in tablet.

[box] Conclusioni[/box]

Quindi concludendo, tutto sta nel vedere la qualità del display e del touchscreen di entrambi i dispositivi, perchè di specifiche tecniche ne abbiamo in sovra-abbondanza ed è veramente difficile trovare una pecca al Padfone 2 leggendole sulla carta. L’idea di unire smartphone a tablet a mio avviso è vincente, specialmente quando ti danno entrambi ad un prezzo concorrenziale, perchè spesso avere 2 dispositivi del genere rappresenta una spesa inutile senza contare il fatto poi che con questo sistema basta un solo piano dati per sfruttarlo sia in ambito tablet che smartphone: una bella convenienza. Il prezzo rappresenterà sicuramente una grossa barriera d’ingresso, unita al fatto che Asus non ha mai speso molto in termini pubblicitari per cui mi fa pensare che rimarrà un prodotto di nicchia. Vedremo quindi se rimarrà nell’ombra, ostacolato da una Samsung che all’acquisto di un Galaxy S III ti regala un Galaxy Tab, oppure riuscirà ad emergere e convincere anche chi pensa che avere un telefono “incastrato” nel tablet non gli permette di rispondere in tempo alle 1.000 mila chiamate che riceve in un giorno, operazione per altro che si conclude in un attimo e che rispetto al Padfone è stata ancor più semplificata.

Credits: pacodigit.it
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