A sinistra il Fossil Q Explorist HR e a destra il modello Fossil Q Venture HR

Fossil nel corso di IFA 2018 ha presentato una nuova gamma di smartwatch basati su Wear OS mettendosi in evidenza come uno dei principali produttori in questo settore

Per chi non conoscesse il marchio Fossil, si tratta di un brand americano di lunga data che produce accessori e in particolare orologi la cui forza commerciale risiede anche nelle partnership stipulate con noti marchi di moda.

Da un po’ di tempo si sono focalizzati nel settore degli smartwatch ma solo ad IFA 2018 hanno presentato delle novità che possono seriamente impensierire gli altri produttori di smartwatch già affermati.

Se di smartwatch infatti ce ne sono tanti, di completi e anche belli ce ne sono davvero pochi: Samsung è quella che da sempre ha curato maggiormente dal punto di vista del design i suoi prodotti ed il quadrante rotante è un elemento su cui vale la pena soffermarsi (non in questa sede); e a parte lei ci sono pochi altri rimasti tra cui Ticwatch i cui prodotti seppur validi non offrono lo stesso livello qualitativo dei materiali e di studio nel design.

Inoltre sappiamo che Google pare non volersi inserire direttamente nel mercato e questo spalanca le porte a Fossil.

Fossil ha infatti presentato diversi modelli che dopo tanto tempo permettono agli utenti Android di tirare un sospiro di sollievo.

Un’immagine del modello Skagen Falster 2

I modelli su cui focalizzarsi sono 3: Skagen Falster 2, Fossil Q Venture HR e Fossil Q Explorist HR.

Il primo punta molto sul design con un bellissimo cinturino in maglia milanese intercambiabile ed una cassa di soli 40mm. L’unica pecca è forse una cornice un po’ troppo spessa ma resta comunque uno smartwatch estremamente curato.

Gli altri due modelli hanno un design un po’ più classico a 3 pulsanti al posto di uno soltanto ma sempre molto curato e anche loro come il Falster 2 integrano sensore HR, NFC, GPS e resistenza all’acqua. Le uniche differenze tra i due sta nelle dimensioni (cassa da 45 mm per il modello Explorist e 40 per il Venture) e nel numero di bracciali abbinabili (22 contro 18).

I prezzi variano da 279 Euro a 329 Euro a seconda delle versioni.

L’unica pecca di questi smartwatch è l’autonomia: tutti montano il medesimo processore Snapdragon Wear 2100 che è sul mercato ormai da diverso tempo e che garantisce al massimo 24 ore di autonomia e questo è il loro principale punto debole se confrontati con il nuovo Galaxy Watch che a seconda delle versioni garantisce 3 o 5 giorni di durata.

Qualcomm ha dichiarato che entro la fine dell’anno presenterà un nuovo processore per smartwatch, ma i fans a questo punto dovranno fare una scelta: aspettare le nuove versioni o cedere alla bellezza di questi modelli?

Un fatto è però certo: Samsung ha un nuovo nemico.

Se l’argomento ti interessa leggi anche: Guida alla scelta dello smartwatch

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