OnePlus 6T è finalmente ufficiale e da grande detrattore del notch quale sono sempre stato non posso che strizzare un occhiolino verso quello incorporato in questo nuovo smartphone

Come per tradizione la variante T di OnePlus prende ciò che di buono è stato fatto nel modello estivo e lo perfeziona, ma se OnePlus 6 era già uno smartphone piuttosto completo l’unico modo per perfezionarlo era quello di andare ad aggiungere novità.

Ecco così che la grande novità diventa il lettore di impronte sotto il display frontale, come ampiamente anticipato dai rumors, che batte il Mate 20 Pro in velocità di sblocco confermando ancora una volta la volontà di OnePlus nel voler proporre solo il meglio.

Un’altra novità, per la quale però molti storceranno il naso, è la perdita del jack audio da 3.5mm: ci sarà solo il connettore USB-C e bisognerà utilizzare un adattatore per sfruttare le vecchie cuffiette cablate.

Il notch sexy che mi piace

Nonostante le dimensioni siano le medesime di OnePlus 6, qui abbiamo un display più grande da 6.4″ con 2340×1080 pixel di risoluzione e 402 ppi di definizione con protezione Gorilla Glass 6. Questo guadagno di spazio è merito di una riduzione del bordo inferiore e anche di una tacca superiore più contenuta che rivela un notch decisamente più sexy rispetto a quanto si vede normalmente sugli altri smartphone: il notch di OnePlus 6T infatti è a forma di goccia ed incorpora unicamente la fotocamera anteriore da 16 megapixel ed il sensore RGB mentre lo speaker è posizionato poco sopra.

Il processore è invariato, rimanendo l’ottimo Snapdragon 845 affiancato da 6 o 8 GB di RAM ma il taglio di memoria disponibile parte da un quantitativo minimo di 128GB eliminando così il taglio da 64GB che in uno smartphone che non dispone di memoria espandibile vanno decisamente stretti.

La batteria infine è da 3700 mAh e tutte le varianti saranno dual SIM.

Uno degli aspetti più ricercati negli smartphone, specialmente quando trattasi di top di gamma, è la fotocamera.

Fotocamera: più novità a livello software

Da questo punto non ci sono dei grossi stravolgimenti: sempre doppio sensore, il primo da 16 megapixel con apertura f/1.7 e stabilizzato otticamente più ed il secondo da 20 megapixel con stessa apertura ma la principale novità arriva a livello software con l’aggiunta della modalità Nightscape capace di migliorare le foto in condizioni di scarsa luminosità.

Questo è uno dei punti chiave di fine 2018 su cui si sono focalizzati i principali competitor di OnePlus 6T come il Pixel 3 ed il Mate 20 Pro.

Per quanto riguarda i video abbiamo 4K a 60 fps con la possibilità di registrare slow motion a 1080p/240 fps.

Prezzi, in crescita costante

Purtroppo, la nota dolente è che la tendenza dei prezzi al rialzo colpisce anche qui: il prezzo base parte da 559 Euro (modello con 6GB di RAM e 128GB di memoria) fino ad arrivare a 639 Euro (8GB+256GB).

OnePlus 6T sarà disponibile a partire dal 6 novembre alle ore 10.00 e come successo per il 6 sarà acquistabile anche su Amazon dove è già possibile prenotarlo.

Nonostante l’aumento di prezzo OnePlus può contare su di un fattore che l’ha da sempre contraddistinta e che anche in questo modello non sarà da meno: la user experience insieme con la fluidità dell’intero sistema… qualcosa su cui molti altri produttori inclusi anche quelli più grandi di OnePlus dovrebbero seriamente lavorare.

Ma con questi continui aumenti si raggiunge più facilmente il prezzo attuale di altri top di gamma come Huawei P20 Pro ritenuto tra i migliori camera phone sul mercato, lasciando troppa varietà di scelta all’utente che giunto a questo punto qualche dubbio se lo pone.

Le incoerenze di OnePlus

Per finire, ci sono alcuni elementi su cui OnePlus non si dimostra troppo coerente, che non inficiano la bontà del prodotto ma che rischiano di minare la credibilità del brand nel tempo: in questo 6T è stato tolto il jack audio ma ancora una volta non è stata garantita la certificazione IP68. La scorsa estate OnePlus si era esposta in merito affermando che la mancanza di tale certificazione era dovuta ai costi legati alla certificazione stessa, una scusante però che stava stretta allora e ancora di più lo è ora che i prezzi si sono innalzati ulteriormente.

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