Oggi è il momento di recensire il Samsung Galaxy Watch con display da 46mm, basato su sistema operativo Tizen

Il Samsung Galaxy Watch, altrimenti noto come SM-R800, adotta il sistema operativo Tizen 4.0.0.1 differenziandosi così dalla gamma di prodotti WearOS.

In confezione troviamo lo stretto necessario ovvero smartwatch più base di ricarica ed un cinturino opzionale per adattarsi al meglio a polsi più o meno grandi.

Il design è molto simile a quello di un orologio classico con la cassa che per la metà superiore è in metallo lucido mentre la metà sottostante in plastica. Le sue dimensioni sono indubbiamente importanti e quindi non adatto a tutti ma a dare maggiormente “fastidio” è forse lo spessore in quanto rispetto ad un orologio tradizionale risulta essere molto più spesso.

Ovviamente come elemento distintivo di tutti gli smartwatch Samsung anche qui abbiamo la corona rotante che facilità la gestione dei menù ed è il fiore all’occhiello dei suoi prodotti.

Sul lato sinistro troviamo lo speaker mentre sul lato destro due pulsanti ed il microfono mentre nella parte sottostante i consueti sensori per la misurazione delle pulsazioni, livello di stress ecc.

Quali sono i punti di forza del Galaxy Watch:

  • materiali: da l’impressione di un essere uno smartwatch robusto, ben realizzato, e quindi affidabile;
  • facilità d’uso: una volta presa un po’ di confidenza con la ghiera si capisce subito come sia facile accedere alle app e alle varie funzioni;
  • autonomia: con un uso moderato il consumo è di circa il 20% di batteria al giorno ma con un utilizzo più normale si raggiunge e a volte supera il 30%. Questo significa che potenzialmente ha 3 giorni di autonomia: tuttavia capiteranno volte in cui vi troverete a caricarlo alla fine del secondo MA avendolo utilizzato anche di notte permettendovi così di monitorare il sonno. C’è da dire però che siamo ben lontani dai 7 giorni promessi al momento del suo annuncio, ai quali ci si può arrivare solo limitando le funzioni dello smartwatch.

C’è un’ampia disponibilità di quadranti che permettono di personalizzare non solo l’estetica ma anche di migliorare l’interfaccia e l’accessibilità alle varie funzioni, abbiamo visto infatti in un primo video quali sono attualmente i miei preferiti:

Il problema è che i quadranti sembrano essere il fulcro del Galaxy Watch, a dispetto di uno store di applicazioni ad esso dedicato molto più scarno: ci sono tutte le essenziali, ma in alcuni casi saremo obbligati a fare delle scelte.

L’errore di fondo a mio parere sta nel mescolare sullo store i quadranti con le app, cosa che non permette alle app di mettersi in evidenza affogate nel mare di quadranti presenti.

Ad esempio chi utilizzerebbe lo smartwatch per fare attività fisica sarà costretto ad utilizzare Strava come App, e questo perchè l’app di Runtastic o altri non esistono. Ovviamente è sempre possibile sfruttare le funzioni integrate che si associano con Samsung Health, ma ricorrere ad app esterne generalmente permette di non affezionarsi troppo ad un brand.

Stessa cosa dicasi per i pagamenti wireless: qui si integrerà lo stesso sistema che permette di effettuare pagamenti con gli smartphone Samsung, che però non è compatibile con tutte le carte di credito. Quindi niente Google Pay.

Whatsapp e le notifiche: mancano foto e note audio

Una delle cose che mi sta dando maggior fastidio è la compatibilità con Whatsapp: tutto bene finchè si tratta di ricevere messaggi ai quali si riesce a rispondere con brevi messaggi preimpostati o frasi più complesse che è possibile scrivere grazie al tastierino integrato (anche se qui fareste comunque prima ad estrarre lo smartphone); ma il vero problema arriva quando si riceve una foto o una nota audio che risulta essere quasi impossibile da riprodurre sullo smartwatch.

Cercando una possibile soluzione online si scopre che in realtà qualcuno ci riesce, ma sporadicamente, ed è proprio questa mancanza di certezza unita ad un supporto Samsung pressochè inesistente a dare fastidio: se è possibile riprodurli Samsung deve dire esattamente in quali condizioni e se c’è qualche bug sarebbe il momento di risolverli.

Spotify: presente, ma sostanzialmente inutile

E’ presente l’app di Spotify che permette tra le altre cose di memorizzare in locale le proprie playlist in modo tale da ascoltarle anche quando non si è collegati allo smartphone (con un’operazione alquanto difficoltosa in realtà), la domanda è: vi capiterà mai?

Sebbene questa sia una funzione importante, rimane molto più comodo ed immediato lanciare la playlist dallo smartphone e gestirla poi con il “lettore musicale” dell’orologio che invece funziona decisamente bene e visualizza quello che è il contenuto audio che è in playback sullo smartphone.

Samsung Galaxy Watch per il fitness

Come già anticipato gli amanti del running saranno propensi a scaricare Strava, specialmente se già lo utilizzavano prima. L’app di Strava funziona molto bene e richiede l’attivazione del GPS per la localizzazione ma in alternativa è possibile affidarsi al rilevamento automatico di attività presente sullo smartwatch: ovviamente questo tenderà ad arrotondare per eccesso il report del dato per il semplice motivo che non sa con esattezza quale sia il momento di inizio e fine dell’attività, ma tutto sommato è un dato accettabile se non si è troppo pignoli (Vedi immagine report a seguire)

Un report che compara il dato registrato da Strava con quello del rilevamento automatico

Per quanto riguarda invece il dettaglio del report, c’è una leggera differenza a favore di Strava che risulta essere leggermente più dettagliato ma solo perchè il rilevamento automatico non può essere altrettanto preciso su partenza e fine dell’allenamento ma per ovviare a questo basta utilizzare l’avvio manuale.

Galaxy Watch può monitorare una quarantina di tipologie di allenamento che vanno dal running al pilates, o dalle escursioni allo yoga giusto per citarne alcuni e tra questi non manca il nuovo a testimonianza della sua certificazione IP68 che gli permette di resistere tranquillamente una volta immerso.

Rilevamento del sonno con il Samsung Galaxy Watch

Nella maggioranza degli smartwatch Wear OS e anche con alcuni Apple Watch sebbene sia sempre presente la funzione di rilevamento del sonno rimane però un monitoraggio che va ad incidere pesantemente sull’autonomia generale.

Con il Galaxy Watch invece questo non succede: una notte (in modalità Buonanotte) toglie circa il 4% di autonomia ma dato che nel complesso abbiamo 2 giorni abbondanti di utilizzo continuo si riesce ad utilizzarlo tranquillamente tutte le notti a patto di metterlo in carica per circa 120 minuti (io solitamente sfrutto le ore serali dalle 20.00 in poi per farlo).

Il suo pregio più grande

Uno dei più grandi vantaggi di indossare il Galaxy Watch ma più in generale questo penso lo si possa dire di uno smartwatch, è il miglioramento dell’autonomia del proprio smartphone.

Abituato ad arrivare a fine giornata con un’autonomia residua del telefono che variava tra 10 e 25%, ora mediamente ci arrivo con un 40% cosa che mi permette di utilizzare ancora il telefono anche a fine giornata invece di dover pensare solo alla presa della corrente.

Prezzo e considerazione finale

Durante il black friday 2018 ha toccato il suo minimo storico di 249 Euro, ma di listino costa 300 Euro che è ormai il target price del top di gamma Samsung.

Sicuramente sono tanti se confrontati con quanto ci mette a disposizione Ticwatch che a metà prezzo o quasi ci propone un prodotto in grado di fare anche “qualcosa in più” dal punto di vista delle app.

Ma rimane un bel prodotto, solido e con un’autonomia invidiabile dalla maggioranza della concorrenza.

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