La vicenda di Huawei ha raggiunto nelle ultime ore una escalation mai vista prima dopo l’annuncio di Google che ritira la licenza Android al colosso cinese

Il bando imposto nei giorni scorsi dall’amministrazione Trump verso Huawei sta avendo i primi effetti: tutte le aziende americane si vedono negata per legge la possibilità di intrattenere un rapporto d’affari con l’azienda cinese a causa di alcuni episodi che hanno portato alla luce un comportamento scorretto volto allo spionaggio industriale e al furto di proprietà intellettuale.

Ma se il bando sembrava toccare più che altro l’ecosistema produttivo di Huawei, i primi comunicati ci hanno fatto capire in modo chiaro e netto come invece i diretti interessati siamo noi utilizzatori finali.

Al di la del settore delle telecomunicazioni, dove l’estromissione di Huawei nel mercato del 5G avrà un impatto considerevole ma “facilmente” rimpiazzabile per il fatto che si tratta di una tecnologia ancora in fase di sviluppo, è nei prodotti ad uso comune dove verremo toccati nel vivo.

Non è solo Google infatti ha dover interrompere i rapporti con Huawei privandola della licenza commerciale per Android, ma ci sono anche altri nomi come ad esempio Intel, Nvidia, Microsoft che ad esempio non potranno vendere processori, schede video e licenze Windows andando così a colpire direttamente la linea di portatili Matebook di Huawei.

Tutti i prodotti ad oggi già in commercio difficilmente avranno conseguenze dirette, ma quello che più preoccupa è tutto ciò che deve ancora venire e che per Huawei rappresenta un danno d’immagine senza precedenti.

Da oggi comprare un prodotto Huawei rappresenta un rischio, perchè non sappiamo fino a che punto verrà supportato a livello software dall’azienda.

E tutti i prodotti in fase di progettazione dovranno essere per forza rivisti perchè di fatto sarebbero invendibili senza le dovute licenze.

Google ha ritirato la licenza Android, costringendo così Huawei a limitarsi a quella open source (un po’ in stile Amazon Kindle per capirci), ma soprattutto costringendola a rinunciare al Play Store e a tutti i servizi offerti da Google in termini di app.

Huawei deve assolutamente correre ai ripari ma il danno sembra davvero incolmabile anche perchè non riguarda solo un fattore di piattaforma che potrebbe essere sostituito da un sistema operativo indipendente, ma ci costringe a rinunciare a cose che per noi sono ormai essenziali e parte della nostra quotidianità.

Huawei ha reso noto oggi il seguente comunicato:

“Huawei has made substantial contributions to the development and growth of Android around the world. As one of Android’s key global partners, we have worked closely with their open-source platform to develop an ecosystem that has benefitted both users and the industry. Huawei will continue to provide security updates and after sales services to all existing Huawei and Honor smartphone and tablet products covering those have been sold or still in stock globally. We will continue to build a safe and sustainable software ecosystem, in order to provide the best experience for all users globally.”

che però non fa capire quale sia la strada che intende intraprendere nell’immediato futuro.

La decisione della messa al bando di Huawei ha quindi dimostrato un fatto ben preciso: con l’America non si scherza, perchè anche senza usare le armi è capace di far male andando a toccare la vita di tutti ed un Paese che non dispone di realtà alternative rischia la decadenza tecnologica.

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