venerdì, 19 Aprile 2024
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La Pagina 101: New Moon

La Pagina 101

New Moon è il secondo libro della saga di Twilight scritto dalla mitica Stephenie Meyer. Non è necessario che vi dica che hanno riscosso un successo modiale e sono stati tradotti in più di 20 lingue.  La romantica storia tra Edward e Bella è stata portata anche sul grande schermo, e dopo il successo del primo film, si attendono con entusiasmo l’inizio delle riprese del secondo capitolo!

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La Pagina 101:

“Ciao” disse uno degli sconosciuti, in tono amichevole e sarcastico. Pelle chiara, capelli biondi, aveva l’atteggiamento disinibito di chi si considera piuttosto carino. Non ero in grado di capire se lo fosse o no. Forse i miei standard erano troppo alti.

La voce nella mia testa risposte con un ringhio delizioso. Sorrisi e il cordiale sconosciuto lo prese per un incoraggiamento.

“Serve aiuto?Ti sei persa?”. Sorrise e fece l’occhiolino.

Badai a non entrare con i piedi nella canalina di scolo piena d’acqua nascosta nel buio.

“No, non mi sono persa”.

Ora che mi trovavo più vicina – e che lo vedevo con una strana lucidità – osservai il volto dell’uomo scuro, quello più basso. Non mi era affatto familiare. Provai un bizzarro dispiacere quando scoprii che non si trattava del brutto ceffo che un anno prima aveva cercato di aggredirmi.

La voce nella mia testa taceva.

Il tipo più basso si accorse del mio sguardo. “Posso offrirti qualcosa?”, chiese, nervoso, apparentemente lusingato dalle mie attenzioni.

“Sono troppo giovane”, risposi automaticamente.

Restò deluso, non capiva perchè mi fossi avvicinata. Mi sentii in dovere di spiegare.

“Da lontano somigliavate a dei miei conoscienti. Scusate, mi sono confusa”.

La minaccia che mi aveva spinta ad attraversare la strada e a raggiungere l’altro marciapiede era evaporata. Non erano gli uomini pericolosi che ricordavo. Probabilmente erano bravi ragazzi. Innocui. E io persi ogni interesse.

“Non c’è problema”, disse il biondo, amichevole. “Resta pure con noi, se ti va”.

“Grazie, ma non posso”. Jessica mi aspettava in mezzo alla strada, a occhi sbarrati, offesa e tradita.

“E dai, solo qualche minuto”.

Feci cenno di no e tornai da Jessica.

“Andiamo a mangiare”, la invogliai, quasi senza guardarla.

Benchè per un momento mi fossi tolta la maschera da zombie, mi sentivo ancora lontano dalla realtà. Ero preoccupata. Il senso di morte, confortevole e annebbiante, non tornava e con il passare dei minuti diventavo sempre più ansiosa.

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