Dopo aver dato uno sguardo alle ultime tariffe di Vodafone e Tre relative al nuovo iPad, mi è venuta voglia di dare uno sguardo al passato per cercare di capire quanto in media costa un Megabyte di Internet a seconda delle varie offerte degli operatori. Sono quindi andato a rileggermi i vecchi articoli di myTechnology relativi alle tariffe internet, i primi risalgono al 2008 e nel complesso possono dare un’idea di quello a cui siamo stati abituati a comprare o vederci offrire fino ad oggi.

Perchè. Il motivo di tutto questo è semplice: se è vero che un sms è ormai notoriamente un servizio a costo zero per gli operatori ma rappresenta ancora un costo tutto sommato eccessivo per gli utenti, è vero anche che le tariffe internet variano notevolmente a seconda del tipo di tariffa o dal tipo di prodotto a cui queste vengono abbinate. Dal grafico seguente sarà quindi facile capire come il costo applicato in questo caso è molto fluttuante, e se in alcuni casi non arriva nemmeno al centesimo di euro per 1 MB, altre volte raggiunge valori decisamente più elevati, quindi: qual’è quella soglia oltre la quale dovremmo sentirci presi in giro?

Per ovvie ragioni ho preso in considerazione solo le tariffe a consumo, lasciando stare quelle a tempo per le quali sarebbe difficile o quasi impossibile quantificare il costo di un MB in quanto questo dipende dall’uso che il singolo utente ne fa della sua connessione.

Sono sorte quindi alcune osservazioni interessanti, la prima è che la soglia massima di costo è di circa 0.30 centesimi di € ed è relativa ad una delle prime tariffe prese in esame e quindi una delle più vecchie. Con il passare dei mesi, tendenzialmente la media di costo è scesa (specie tra il 2008 ed il 2009), anche se in un caso particolare traspare una cerca “immobilità” dell’offerta: le offerte a consumo di Tre (nello specifico Tre.Dati, Tre.Dati.Plus e Tre SuperWeb) sono rimaste le stesse per più di un anno, quindi niente peggioramenti ma nemmeno miglioramenti.

Ultima considerazione, ma questa è più una regola e vale per tutti gli operatori anche se per alcuni di questi non traspare dal grafico, riguarda il fatto che se l’offerta non è legata ad un canone mensile o settimanale questa avrà un costo nettamente superiore.

Oggi. Guardando i siti dei vari operatori, ho visto che attualmente 2 operatori su 4 hanno deciso di applicare delle offerte modulate in maniera simile a quelle delle adsl flat di casa, ovvero ad un prezzo fisso si offre un accesso “illimitato”, senza limiti temporali nè di consumo. Questo si traduce in una maggior trasparenza delle offerte, che è unica e non va più interpretata nel migliore dei modi; inoltre permette a mio avviso una maggior concorrenza, dal momento che la maggior chiarezza nell’offerta permette una maggior consapevolezza dell’utente nello scegliere l’offerta più competitiva.

Il grafico

Di seguito trovi il grafico, un valore del tipo 0,020 equivale a 2 centesimi di euro. Clicca QUI per accedere ai dettagli.

3 Commenti

  1. limitare a 64 Kbps o 32 Kbps non è esattamente offrire accesso illimitato… fare traffic shaping bloccando voip e p2p idem… rallentare il traffico tra le 7 e le 22 di ogni giorno idem… insomma se è vero che la banda larga mobile ha risorse molto più scarse dell’adsl fissa di casa, è anche vero che navigare a 32/64 Kbps (il vecchio modem analogico) vuol dire non navigare.

  2. non per niente ho messo gli apici alla parola -illimitato- .
    E’ anche vero però che determinati limiti sono sempre esistiti. Vodafone è un caso abbastanza eclatante, mentre con Tim ad esempio non ho mai riscontrato grossi problemi di navigazione. Poi è anche vero che ogni connessione ha la sua storia e le sue esigenze…

  3. concordo sull’ultimo pezzo! la connessione migliore in assoluto non esiste, nel senso che ognuno ha le proprie esigenze. volevo solo sottolineare che il paragone è arduo, perchè ad eesempio per me una connessione a 32/64 Kbps che mi fltra p2p, voip, che decide quando e come devo navigare, che… beh probabilmente non la vorrei a prescondere dal prezzo 🙂

Rispondi