Oura collabora con un istituto per capire se il suo anello smart può prevedere i sintomi da Covid-19

Siamo sempre più invasi da dispositivi smart che giorno dopo giorno migliorano il monitoraggio della propria attività fisica, ma che ancora non hanno dimostrato la loro valenza per monitorare lo stato della nostra salute.

Sembra però esserci un’eccezione in questo mercato, e parte tutto da Oura: un’azienda che da tempo commercializza un anello smart capace di monitorare alcuni dei nostri parametri e i cui report sono finalizzati più alla comprensione del nostro benessere fisico piuttosto che la nostra attività fisica.

Ed è forse per questo, insieme al fatto che l’anello di Oura è tra i pochi ad essere capace di rilevare anche la temperatura corporea, che il brand ha avviato una collaborazione con il West Virginia University’s Rockefeller Neuroscience Institute per capire se e come sia possibile predire i sintomi che portano al Covid-19 e di conseguenza prevederne la diffusione.

Sembrerebbe infatti che combinando i sensori dell’anello con un modello di predizione basato su intelligenza artificiale, i ricercatori siano in grado di predire sintomi come febbre, tosse e affaticamento 24 ore prima che questi si manifestino. L’obiettivo è inoltre quello di arrivare ad un anticipo dei sintomi di addirittura 3 giorni in modo tale che anticipando la prognosi si possa bloccare il tasso di diffusione del virus.

Una volta tanto quindi i dispositivi indossabili smart potrebbero davvero cambiare le cose, e anche se è altamente improbabile che per il Covid-19 riusciremo a trarne qualche risultato effettivo, può essere una buona base per il futuro.

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