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Tempo fa l’avevo annunciato, il monitor di Philips Brilliance con tecnologia Lightframe, ovvero una cornice blu che fa da contorno all’immagine. Oggi, dopo aver avuto modo di provarlo per circa un paio di settimane, vediamo un pò più nel particolare quali possono essere i pregi e i difetti di questo monitor.

Quando ho aperto la confezione del Philips Lightframe il primo impatto è stato piuttosto normale, i 22″ ancora non si rivelavano per quello che in realtà sono ovvero un oceano di pixels tutti da riempire. E’ stato infatti nel momento in cui ho adattato la risoluzione al nuovo monitor che ho capito quanta differenza ci fosse rispetto al mio 17″ in quanto tutte le icone che avevo sul desktop (e credimi erano tante!) sono finite in un angolino in alto a sinistra lasciando ancora un sacco di spazio da poter invadere.

Dopo il break prosegue la recensione del Philips Lightframe.

Devo dire la verità però: 22″ su una scrivania grosso modo normale che pone l’utilizzatore ad una distanza di circa mezzo metro mi sono sembrati quasi troppi inizialmente, tanto da risultare leggermente affaticante per la vista. Questione di abitudine suppongo, in quanto già dal 2°-3° giorno andava decisamente meglio ed ora è tutto normale. Che sia merito del LightFrame? Uno dei motivi infatti che ne hanno spinto la realizzazione sembra essere il fatto che (stando ad alcune ricerche scientifiche) una luce blu dovrebbe rilassare la vista permettendo così una permanenza prolungata.

Ora io non me la sento di dire che il Lightframe mi abbia dato effetti benefici, o se l’ha fatto non me ne sono accorto, ma certo non è nemmeno un’idea contro-producente o fastidiosa. Prima di iniziare la prova infatti mi ero documentato un minimo ed avevo letto che alcuni lamentano il fatto che tale cornice blu sia troppo abbagliante tanto da infastidire. A me sono sembrate reazione esagerate tanto più che l’illuminazione è a 3 stadi, ovvero la potenza della luce che emana è regolabile o al limite anche disattivabile. Al livello minimo ad esempio la luce è veramente fioca e dubito possa disturbare eccessivamente. Di certo quello che posso consigliare è di evitare di mettere come sfondo al desktop un’immagine bianca altrimenti si, si rischia l’abbaglio e il mal di testa, ma per ragioni che esulano tecniche di produzione e rientrano nel campo inesplorato della ‘deficienza’ umana.

Io ad esempio ho scelto di mettere come sfondo un’immagine (vedi foto sopra) che potesse dare anche rilievo alla cornice e devo ammettere che il risultato è sublime, specie dopo la nuova configurazione dei vari settaggi che ne hanno aumentato il contrasto ottenendo così una qualità del nero più corposa.

Se devo dire un difetto, metterei in evidenza la gamba di appoggio che a mio avviso mi è parsa in alcuni momenti un pò troppo traballante. Forse noto ancora di più la differenza per il fatto che il mio monitor 17″ è appoggiato al piano per tutta la base e quindi è impossibile che si metta ad ondulare, ma quando mi è capitato di dare qualche colpo alla scrivania la poca stabilità dell’appoggio era evidente. Nulla di estremo per carità, non è che si mette a ballare per ore, tempo 2 secondi e torna perfetto. Mi rendo conto che per molti questa può essere una sottigliezza, ma se abitassi da parte ad una stazione ferroviaria probabilmente sceglierei una soluzione differente.

Inoltre la cosa che trovo un pochino scomoda è la posizione dei pulsanti, ma più che altro quello dell’accensione. Se infatti i pulsanti del menù in fin dei conti possono essere posizionati dove si pare in quanto li si utilizza quelle 2 o 3 volte nella vita, il pulsante di accensione invece mi sembra un fattore più importante e se vuoi posizionarlo insieme agli altri almeno fallo leggermente più grosso in modo da essere meglio identificabile. Anche questa però se vogliamo è una piccolezza, in quanto è il primo pulsante posizionato sopra gli altri quindi, difficilmente si sbaglia.

Vale l’acquisto? Direi di si: il prezzo non è male, esistono alternative più economiche ma il Philips Lightframe sa distinguersi dagli altri perchè, similmente a quanto accade nel mercato dei TV LCD con Ambilight, l’effetto luminoso crea un ambiente particolare. Prima però consiglio di fare una valutazione su quali siano le proprio esigenze:

  • un monitor 22″ è indubbiamente utile a chi fa uso ad esempio di programmi per la computer grafica in quanto permette di avere una finestra di gestione a schermo intero enorme, oppure pur ridimensionando una finestra rimane grande spazio per mettere a lato il messenger di turno piuttosto che una finestra TV evitando che vadano in sovrapposizione;
  • per chi ama i videogames, no comment: con il gioco giusto ed una qualità così elevata si incorre nel difetto congenito denominato “Paralisi da ciambella“;
  • anche chi apprezza i film, con questo monitor trova un valido alleato con il quale gustarseli a patto che si accontenti di normali dvd o quelli scaricati da internet, in quanto non è un monitor HD;
  • per chi invece non ha esigenze particolari, oppure ha degli spazi veramente ristretti per cui si ritrova con il viso appiccicato al monitor, sarebbe meglio cercare una soluzione più contenuta.

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